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Obiettivo
di questa guida è la proposta di itinerari cicloturistici integralmente
adatti ad essere percorsi con una bicicletta sportiva da strada (“da
corsa”, più o meno sofisticata). Si tratta quindi di percorsi totalmente
asfaltati che non prevedono di transitare su fondi diversi nemmeno per
limitati tratti. A maggior ragione, potranno essere percorsi con
biciclette da trekking o con la mountain byke.
E’ il caso di precisare che nessuno di questi itinerari è frutto della
semplice consultazione a tavolino di carte stradali o turistiche. Tutti
sono stati percorsi integralmente in bicicletta e le indicazioni riportate
sono quindi il risultato “della strada” alla luce della “pratica”
derivante da anni di ciclismo amatoriale, sorretta anche una certa
esperienza nella redazione di guide cicloturistiche(*).
Gli itinerari sono 12 e spaziano in un’area centro-orientale della Toscana
che investe principalmente le Colline Metallifere, il Chianti e le Colline
senesi, ma riguarda anche la Costa degli Etruschi e l’alta Maremma. 11 su
12 sono itinerari “chiusi” (partenza/arrivo nella stessa località).
Ognuno si articola in una descrizione testuale e in una cartina,
appositamente realizzata. Entrambe sono naturalmente da stampare e portare
con se.
Benché pensati per chi risiede nella zona di Montecastelli Pisano e di
Borgo Cerbaiola in particolare, gli itinerari prevedono in alcuni casi un
trasferimento in auto per raggiungere punti di partenza decentrati, con
l’intento di investire un ambito territoriale e turistico più ampio e
vario, pur se limitrofo. In generale i percorsi possono conservare una
loro razionalità ciclistica anche se liberamente adattati in termini di
scelta del punto d’inizio, qualora ciò appaia più razionale per un
residente in zona diversa. Occorre però valutare bene caso per caso le
conseguenze della variazione introdotta sul piano dell’armonia
dell’impegno ciclistico e cioè nei riguardi della razionale successione
delle difficoltà altimetriche. Altrettanta attenzione va posta nel caso di
inversioni del senso di percorrenza.
La guida non ha pretese di elevata perfezione editoriale, obiettivo che
avrebbe comportato un impegno superiore alla nostra disponibilità. Ad
esempio mancano totalmente i profili altimetrici. Tuttavia i tratti
ciclisticamente omogenei (salita, discesa, pianura, falsopiano in salita,
falsopiano in discesa) sono indicati con colori diversi sulle cartine e
descritti per il loro contenuto di difficoltà nei testi esplicativi degli
itinerari. Non ci dovrebbero essere sorprese, anche perché nessun
itinerario propone salite proibitive per chi abbia un allenamento appena
decente (500-800 km, su strada).
Alcune precisazioni sulle cartine. Negli itinerari che prevedono rientri
al punto di partenza con percorrimento a ritroso di tratti stradali gia
percorsi in andata, i colori che identificano le sezioni ciclisticamente
omogenee sono riferiti esclusivamente all’andata. In sostanza, un tratto
identificato come “in discesa” (verde), se ne è previsto il
ripercorrimento, al rientro sarà evidentemente in salita (rosso), pur
essendo evidenziato in verde sulle cartine. Le strade riportate in grigio
(viabilità non interessata dall’itinerario) si riferiscono esclusivamente
a viabilità asfaltata, di importanza e, in linea di massima, livello di
traffico, correlata allo spessore del segno. Occorre fare attenzione a
interpretare correttamente tali indicazioni, per non riferirle
erroneamente ad eventuale altra viabilità riscontrabile sul territorio, ma
non idonea ad una specialissima da strada (magari “più avanti”), o priva
di sbocco, che, in quanto tale, non è stata riportata sulle cartine.
Per quanto riguarda le peculiarità turistiche (naturali, storico-culturali,
ecc.) che l’itinerario incontra, ci si limita anche qui ad una puntuale
segnalazione al termine della descrizione e, sulle cartine, con apposita
simbologia. Le segnalazioni non sono tuttavia corredate da particolari
approfondimenti.
In qualche raro caso, sono stati citati, spesso in modo del tutto
generico, esercizi commerciali (bar, ristori, trattorie) ai soli fini
delle eventuali necessità di alimentazione che uno sforzo prolungato
comporta e non certo con intenti o, tanto meno, utilità di tipo
pubblicitario. Semplicemente, a volte conviene sapere a priori che, “nella
zona”, si può trovare un bar, quando la cosa potrebbe non apparire
scontata. Infatti, alimentarsi bene è d’obbligo e portarsi barrette
alimentari e integratori glucidici, anche. Mettere giù qualcosa di solido
a metà giro (anche un buon piatto di spaghetti) a volte ancora meglio. Per
bere, specialmente in estate, dotarsi di due borracce con sali (fontane
non se ne trovano quasi mai).
D’altronde non bisogna assolutamente sottovalutare i percorsi ciclistici
che questa zona della Toscana propone. Sembra banale, ma pedalando in un
territorio collinare, la pianura è condizione poco frequente, le discese
si esauriscono rapidamente (data la velocità) e finisce che la maggior
parte della giornata la si trascorre in salita.
Normalmente, il traffico è quasi inesistente (i percorsi sono stati scelti
sopratutto privilegiando tale caratteristica), ma non bisogna assuefarsi
troppo alla circostanza, specialmente in discesa, per non avere guai con
l’unico raro veicolo sbucato non si sa da dove. In provincia di Siena
l’asfalto è quasi sempre ottimo; in provincia di Pisa, quasi mai. Nelle
altre interessate (Livorno, Grosseto, Firenze), dipende. Inutile
sottolineare l’importanza della camera d’aria e della bomboletta.
Cellulare e denaro sempre al seguito e anche un documento, se si è da
soli. Avvisare per tempo se vi devono venire a prendere in auto da qualche
parte, perché il cellulare potrebbe non ricevere quando vogliamo noi.
Nelle zone più isolate occorre fare attenzione ai cani, specialmente se ci
sono greggi e non fidarsi mai. Vengono volentieri a caccia sulla strada e
spesso non c’è nessuno che li controlla, né che ne risponda.
Se c’è bisogno di un meccanico ce n’é uno in località Santa Giulia (ponte
di pietra) sulla strada per Colle Val d’Elsa, in grado di provvedere
all’assistenza di una specialissima d’alta gamma. Un altro è a Pomarance.
Dei percorsi descritti sono da privilegiare, per armonia ciclistica, La
Montagnola (eventualmente con la variante corta), l’8 di Chiusdino e i
Giri di Radicondoli e di Massa Marittima. Ma anche il Castello di Brolio …
. Difficile dire; al solito è tutto soggettivo. L’itinerario di San
Gimignano è consigliabile sia abbreviato partendo da Casole d’Elsa.
Possibili abbreviazioni sono indicate anche per altri percorsi. Basta
spostarsi di più in macchina.
Per il resto, buon divertimento. Gli Autori
N.b. osservazioni, correzioni, ecc. saranno utili; eventualmente inviare
una e-mail all’indirizzo info di questo sito.
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